Breve storia dello scautismo in Italia
La fondazione e lo sviluppo
Il primo esperimento in Italia sullo scautismo fu fatto a Bagni di Lucca nella primavera del 1910 ad opera di sir Francis Patrick Fletcher Vane baronetto di Hutton che insieme al maestro Remo Molinari, fondarono i “Boy Scouts della Pace” da cui presero origine il 12 luglio del 1910 i “Ragazzi Esploratori Italiani” (REI) sezione Italiana dei British Boy Scouts inglesi. Sir Fancis Vane, convinto assertore delle idee pacifiste, uscito per dissidi dall’associazione scout di Baden Powell, che considerava all’epoca troppo legata all’ambiente militare, nel dicembre 1909 accetta la carica onoraria di Presidente dei British Boy Scouts e delle British Girl Scouts; nel febbraio 1910 creò una solida alleanza con i Boys Life Brigade sotto il nome di National Peace Scouts. Il 13 novembre 1910 sir Francis Vane, su invito di un altro inglese residente a Genova, il dott. James Richardson Spensley, tenne una conferenza sullo scautismo nella città ligure. Spensley era un medico di varie società inglesi di navigazione e un popolare sportivo, aveva contribuito all’introduzione in Italia del gioco calcio, con la fondazione nel 1893 del “Genoa Cricket and Football Club”. Nell’estate del 1910 in Inghilterra, aveva conosciuto Baden Powell. Tornato a Genova, sulla scia della prima iniziativa di Sir Francis Vane con cui forse era in contatto, aveva iniziato a pensare al modo per introdurre lo scautismo in Italia. Dopo la conferenza del Vane, si costituì, per iniziativa di Spensley un comitato per fondare una sezione dei REI. Il consiglio direttivo della sezione di Genova sarà composto, oltre che da Spensley in qualità di commissario, dal col. Ottavio Reghini come presidente e da Mario Mazza come segretario. Nella sezione dei REI Mazza fece confluire i ragazzi di una sua precedente iniziativa educativa, il gruppo denominato “Gioiosa” fondato nel 1905. Il 18 e 19 dicembre 1910 il Vane organizzò a Firenze un Convegno delle sezioni REI operative nel centro-nord Italia durante il quale fu ufficialmente fondata la struttura operativa dei Ragazzi Esploratori Italiani nel capoluogo Toscano e nominati i componenti del “comitato centrale”. In quella occasione sir Francis Vane fu confermato “Ispettore generale” della REI, l’equivalente oggi a Capo Scout d’Italia; inoltre l'Associazione fu posta sotto l'alto patronato di S.M. Vittorio Emanuele III Re d'Italia. La REI, che si diffuse ed ebbe ramificazioni in diverse località e regioni italiane, può essere considerata la prima associazione scout italiana. Tra il 1911 e il 1912 Mazza, per contrasti ideologici, riguardanti l’aspetto confessionale, con il presidente della sezione genovese, Ottavio Reghini, lascerà l’associazione. Mario Mazza ricostituisce le Gioiose Liguri in chiave scout che successivamente, nel 1915, saranno denominate “Ragazzi Esploratori Cattolici Italiani” (RECI), ma che non andarono oltre i confini della regione Liguria. Alla piccola RECI, che confluirà in seguito nell’ASCI, e da attribuire la primogenitura dello scautismo cattolico italiano. I REI liguri confluiranno, in seguito, in buona parte nel CNGEI. Il col. Reghini diverrà presidente della sezione del CNGEI di Genova. Spensley in qualità di commissario ligure dei REI, continuerà ad occuparsi della costituzione delle sezioni di Genova e Savona ed inoltre, in più occasioni, collaborerà col CNGEI. Nel luglio del 1913, una pattuglia formata da sette esploratori della REI, condotta da Spensley, partecipò al primo grande raduno scout internazionale che si tenne nel Regno Unito, a Birmingham. Altra iniziativa, intesa ad attuare e diffondere il movimento scout in Italia, fu ad opera di un insegnante, Ugo Perucci, a Milano nel 1912. L’organizzazione assunse nel 1915 - dopo varie denominazioni - il nome di “Associazione dei Ragazzi Pionieri Italiani” (ARPI). La prima associazione scout in Italia a diffusione nazionale nacque nel 1912 ad opera del prof. dott. Carlo Colombo. Nel gennaio del 1912, Colombo terminò di scrivere lo “Statuto” del suo movimento che chiamò «Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori Italiani - Boy Scouts d’Italia» e «Unione Nazionale delle Giovinette Esploratrici Italiane - Girl Scouts d’Italia» con lo scopo prefisso d’essere strumento educativo per tutti i ragazzi e le ragazze italiane. Così, con un gruppo di giovani della Società Podistica Lazio, compì un esperimento, conclusosi nell’ottobre del 1912, ai prati della «Farnesina» a Roma: fu un gran successo e da quell’iniziativa ebbe origine il CNGEI, ufficialmente fondato a Roma il 30 giugno del 1913. Carlo Colombo ebbe la soddisfazione di vedere la sua istituzione crescere, moltiplicarsi e farsi molto onore. I giovani esploratori intervengono a favore delle popolazioni marsicane colpite dal terremoto e con opere di servizio durante la 1ª guerra mondiale. Aderiscono all’associazione personalità del mondo della scienza e della cultura: basti gli esempi di Guglielmo Marconi che fu presidente onorario della sezione di Bologna e Gabriele d’Annunzio che fu consigliere del Consiglio Direttivo Nazionale. Il Corpo si sviluppò su tutto il territorio nazionale, incorporando tutti i Boy Scout italiani, tra cui quelli già aderenti ai Ragazzi Esploratori Italiani. I giovani esploratori, in omaggio ai primi gruppi di Boy Scouts, usarono il giglio dei REI con la scritta “Sii preparato” nel cartiglio. Nel 1914 esce la rivista del CNGEI “Sii Preparato”, primo esempio di mensile per ragazzi. Nel novembre del 1914 venne costituita, a Roma, ad opera di Colombo, la sezione femminile che accolse le “Girl Scouts”, anche se i primi esperimenti di scautismo femminile furono condotti fin dal 1913. Assunse la guida della sezione di Roma, in qualità di presidente, la baronessa Ferrero e Mary Rossi (già collaboratrice di Baden Powell) come Capo Reparto e Commissaria. Il 29 giugno del 1915 si svolge l’Assemblea costituente della sezione di Roma delle Giovinette Esploratrici Italiane che segna la data ufficiale della nascita dell’UNGEI. Assunse la Presidenza la principessa Anna Maria Borghese de Ferrari. Dal 5 maggio del 1915 il CNGEI fu posto sotto l’Alto Patronato di S.M. il RE e delle LL.EE. il Presidente del Consiglio e i Ministri della Guerra, della Marina, degli Esteri, delle Colonie e della Pubblica Istruzione. Inoltre, il Re acconsentiva l’iscrizione al CNGEI del principe ereditario Umberto ed in seguito della principessa Giovanna all’UNGEI e autorizzò, sull’esempio dei fratelli scout inglesi, a fregiare il distintivo degli esploratori reali con il simbolo della corona reale. Il 21 dicembre del 1916, il Capo dello Stato, per proposta del ministro della Pubblica Istruzione On. Francesco Ruffini, eresse il CNGEI in ente morale con Decreto Luogotenenziale, a riconoscimento della sua funzione educativa nei confronti della gioventù. Queste due caratteristiche sono mantenute tuttora, ovviamente il patronato appartiene al Presidente della Repubblica ed ai Ministeri della Pubblica Istruzione, degli Affari Esteri, dell’Interno e della Difesa. Fu il pieno successo dell’opera di Carlo Colombo, Baden Powell stesso gli scrisse (chiamandolo “Chief Scout of Italy”) di seguirlo con il più gran piacere ed interesse e S.A.R. il Duca degli Abruzzi Luigi di Savoia, grande esploratore, assunse la Presidenza Generale del Corpo. D’altra parte il Corpo Nazionale non mancò di ricevere espressioni di vera e propria critica. Durante il conflitto, che vide per CNGEI un periodo di innegabile fortuna, ci furono episodi di netto rifiuto. In diverse città l’ambiente fu ostile agli esploratori nazionali ed in vari episodi furono fatti segno di gravi violenze da parte di ragazzi definiti, dalle colonne della rivista, come “non pochi giovinastri”, “tristi avvinazzati o malviventi”. Ma le critiche più forti arrivarono da parte operaia e socialista. Le classi popolari vedevano l’organizzazione scout con sospetto, nel migliore dei casi come qualcosa di estraneo alla propria cultura e alle proprie necessità. Malgrado questo il CNGEI - UNGEI aveva raggiunto il massimo della propria espansione con oltre 400 sezioni e sottosezioni, molte delle quali con sedi nelle colonie o comunità italiane all’estero come a Costantinopoli, Tripoli (Libia), Esch-sur-Alzette, Lussemburgo, Alessandria d’Egitto, Cairo, Porto Said, Marsiglia, Smirne, Tunisi, San Paulo-Jahù (Brasile) e Buenos Aires (spontaneamente costituitasi ma non riconosciuta dalla sede centrale per la mancanza della dichiarazione ufficiale di gradimento del ministro italiano), con un totale di iscritti che oscillava dai venti ai trentamila soci (una cifra mai più raggiunta), nonostante la presenza dell’ARPI, di Ugo Perucci, e la defezione tra le proprie file del ramo cattolico minoritario, con la conseguente nascita dell’ASCI. All'inizio gli ambienti e la stampa cattolica di stretta osservanza assunsero toni virulenti contro lo scautismo avanzando argomenti di natura dottrinale, inoltre molte polemiche furono sollevate dai cattolici circa il legame tra il Corpo Nazionale e la massoneria. Dall’entusiasmo di pochi convinti estimatori che riuscirono a smorzare e superare le diffidenze e i toni delle gerarchie ecclesiastiche, la Chiesa Cattolica dedicò al sorgere di questi gruppi di giovani a seguito del metodo educativo ideato da Baden Powell un generale interesse, e si pensò di costituire, come abbiamo accennato, un’associazione scout specificatamente cattolica e maggiormente legata alla gerarchia ecclesiastica. Quindi dopo il fallimento, nell’aprile 1915, degli accordi raggiunti tra la Presidenza del Corpo Nazionale e le organizzazioni cattoliche FASCI (Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane) e SGCI, che diedero vita alla nascita di alcune Sezioni e Reparti del CNGEI, come Fermo e Siena, formati esclusivamente da giovani di fede cattolica all’interno dell’Ente e che, di fatto, divennero le prime unità della nascente associazione scout cattolica, il 16 gennaio del 1916 nasceva l’“Associazione Scautistica Cattolica Italiana – Esploratori Italiani” (ASCI) che ebbe ben presto l’approvazione pontificia. Il primo Commissario generale fu il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa. Uno dei punti fondamentali della nuova associazione, fu la catechesi. Qualche mese più tardi, il 28 maggio 1916, nel Palazzo dei principi Doria a Fassolo (Genova), alla presenza del Commissario generale il conte Mario di Carpegna, avviene la festa del rinnovo della promessa scout delle Gioiose Liguri dei RECI di Mario Mazza che di fatto si unirono all’ASCI. Alcuni giornali cattolici continueranno a battersi contro lo scautismo indistintamente, con immutato ardore, anche dopo la fondazione dell'ASCI, fino al momento in cui non interverranno i primi documenti pontifici. Alla fondazione, l’ASCI adottò una bandiera bianca con giglio verde per distinguersi dal CNGEI che aveva bandiera verde con giglio giallo o bianco. Al verde considerato indizio di influenze massoniche (ma era verde anche la bandiera dello scautismo inglese) l’ASCI volle contrapporre il bianco, colore del Papa. Inoltre, l’ASCI adottò il giglio dei Ragazzi Esploratori Italiani e quindi del Corpo Nazionale con la sola differenza della scritta “Estote Parati” nel cartiglio. La sede centrale del CNGEI, dopo sterili polemiche, nell’ottobre del 1917 decise di modificare il proprio giglio. Nel 1916, nel CNGEI venne costituita la classe speciale degli esploratori marini, fluviali e lacuali, sviluppando le attività già avviate dal 1915, formando dei reparti autonomi e separati da quelli degli esploratori comuni. Nel CNGEI c’è una grande esperienza e tradizione di scouts nautici: un primo convegno a carattere nazionale si svolse nel 1917. Campi marini nazionali si svolsero nel 1918, nel 1919, nel 1920 e nel 1922 a cui seguirono altri incontri nazionali. Importanti furono anche le imprese dei reparti fluviali e lacuali. Tra le specialità degli esploratori marini e fluviali è da ricordare gli «idro-ski», cioè speciali scivolatori sull’acqua, che destarono l’interesse di Baden Powell. Nell’UNGEI non era previsto la classe marini, infatti le attività marine non erano una caratteristica del reparto ma un’attività. Nel 1918, il Vice Presidente e Commissario Generale del CNGEI, prof. Vittorio Fiorini, nella sua relazione al Convegno nazionale tenutosi a Roma, propose l’istituzione della classe «Seniori», vale a dire gli adulti scout. La proposta di Fiorini, approvata dagli Organi Statutari, ebbe pratica attuazione nel 1919 con l’istituzione degli Esploratori Seniori. Nel 1920 si tiene il primo Jamboree mondiale, ospitato nell’area espositiva di Olympia, a Londra: presenti anche gli italiani con l’ASCI rappresentata da diciotto scout guidati da Mario Mazza e Mario di Carpegna, e da una delegazione del CNGEI presente nelle persone di Carlo Ratti, Bruno Cavalieri Ducati e tre esploratori i quali consegnarono a Baden Powell la medaglia d’oro al merito, che il Corpo Nazionale gli aveva decretato. In contemporanea al jamboree si tenne la prima conferenza internazionale per discutere sulla costituzione di un comitato internazionale permanente. L’ASCI e il CNGEI furono, in seguito alla loro partecipazione, dichiarate e registrate come soci fondatori della conferenza internazionale scout. Nel luglio del 1920, nel collegio S. Ugo di Oxford, si tenne la prima conferenza mondiale del guidismo a cui era presente l’Italia con l’UNGEI. Nel 1922, in seguito alla Conferenza mondiale di Parigi che diversificò il movimento maschile e quello femminile, l’UNGEI, nel 1924, modifica il proprio nome in Unione Nazionale Giovinette Volontarie Italiane (UNGVI) con una fisionomia propria ed autonoma con una Presidente ed una Commissaria Generale. La direzione generale passò da Roma a Rovereto sotto la guida di Antonietta Giacomelli cha assunse la carica di commissaria generale. Nel 1924, inizia la pubblicazione della rivista dell’UNGVI "Sii Preparata", con redazione a Rovereto.
La soppressione
Qualche anno più tardi si ebbe la prima idea di costituire una “Federazione” dello scautismo italiano grazie alla piccola associazione dell'ARPI, oramai scomparsa, che proporrà al CNGEI ed all'ASCI di gettare le basi per una intesa Federativa, ottenendo in cambio un deciso rifiuto. Probabilmente i tempi non erano ancora maturi anche perché nuvole minacciose si delineavano all'orizzonte, e tra il 1927 e il 1928 il regime fascista sciolse le Associazioni scout italiane. Il 14 gennaio 1927, in seguito all’entrata in vigore della “legge balilla”, il commissariato centrale dell’ASCI informava i dirigenti locali di sciogliere i reparti nei centri inferiori a ventimila abitanti non capoluoghi di provincia, inoltre comunicava di applicare sulle bandiere e le fiamme dei reparti rimasti il simbolo del fascio littorio con la scritta ONB e di esporre nelle sedi un ritratto di Mussolini. Per di più l’Associazione sarà costretta a cambiare il proprio nome in Giovani Esploratori Cattolici Italiani, mantenendo la sigla ASCI nella sottodenominazione di Associazione Scolte Cattoliche Italiane. Il 10 febbraio 1927 per ordine del segretario generale del Partito Nazionale Fascista, Augusto Turati, l’Unione Nazionale Giovinette Volontarie Italiane, fu sciolta. Il 31 marzo 1927, dopo le prime pressioni della polizia fascista su alcune sezioni e pochi giorni prima che invadesse la Sede Centrale, la presidenza generale del Corpo Nazionale, prevenne l’azione del Governo, disponendo la sospensione delle attività di tutte le sezioni e sottosezioni del CNGEI. Il 4 novembre 1927, anche la sede centrale dell’ARPI è costretta a sciogliere i propri aderenti da ogni vincolo associativo. Il 22 aprile 1928 il commissariato centrale dei Giovani Esploratori Cattolici Italiani emana la circolare di scioglimento di tutti i reparti dell’ASCI in Italia. Malgrado ciò, molti gruppi scout, in varie località d’Italia, in vario modo ed in varia misura, decisero di continuare a praticare un’attività clandestina o mascherata, che spesso arrivò a sfiorare l’aperta ribellione, dando vita alla cosiddetta “Giungla silente” (il nome dato dal CNGEI al periodo clandestino). Le informazioni che si hanno riguardo alla storia dello scautismo del periodo clandestino, sono in pratica poche, logica conseguenza della segretezza con cui gli scout dovevano muoversi. I sistemi scelti per sopravvivere, sia pur ufficiosamente, possono ricondursi a due posizioni: da un lato un atteggiamento di effettivo scioglimento e di cessazione delle attività; dall'altro una continuazione delle attività sotto mentite spoglie. Alcuni di questi scout clandestini presero parte alla Resistenza.
Dalla rinascita ad oggi
Solo alla caduta del regime fascista nel 1943, grazie all'incoraggiamento del Governo provvisorio Alleato e alla fattiva collaborazione delle Associazioni scouts inglese ed americana, le associazioni scout (per prima l’ASCI e il CNGEI e poi l’UNGEI) poterono iniziare a riorganizzarsi e riprendere le loro attività, nel 1944 nel meridione liberato e nel 1945 in tutta Italia. Alla ripresa delle attività i dirigenti del Corpo Nazionale accertarono che le Autorità del 1927 non emanarono nessun provvedimento legislativo per abrogare la Legge del 21 dicembre 1916 n° 1881, che eresse l’istituzione in Ente Morale, e che quindi per la legislazione italiana il CNGEI non aveva mai cessato di esistere. Il 28 dicembre del 1943, nelle Catacombe di Priscilla in Roma, in gran clandestinità, vengono pronunciate le prime promesse delle guide italiane che porteranno alla fondazione del ramo femminile dello scautismo cattolico: l’“Associazione Guide Italiane” (AGI). Il Commissario Centrale dell’AGI venne ufficialmente fondato il 13 agosto del 1944. L’8 dicembre 1944 l’AGI venne riconosciuta dalla Santa Sede. Vi fu in quel periodo un ulteriore fallito tentativo di dare vita ad una sola associazione scautistica italiana; poi finalmente dopo laboriose trattative il 21 novembre 1944 a Roma venne firmato tra l’ASCI e il CNGEI l’atto costitutivo della Federazione Esploratori Italiani seguito più tardi il 27 luglio 1945 dal ramo femminile scout, AGI e UNGEI, che diedero vita alla Federazione Italiana Guide ed Esploratrici. Le due federazioni furono ufficialmente riconosciute dai due movimenti mondiali scout e guide. Nel 1945 nel CNGEI oltre alle tre classi giovanili (lupetti, esploratori e pionieri) sono previsti i Seniori. Anche l’UNGEI nel 1946 prevede, alle tre classi giovanili (primule, esploratrici e scolte), le Seniores (o Fiamme). Nel 1949 il CNGEI inquadrava i Seniores nella quarta classe dell’organizzazione scout. In questa classe erano riuniti gli iscritti di ambo i sessi dai 21 anni in poi. I Seniores erano raggruppati in Clan, uno per ogni località, con organizzazione finanziaria ed amministrativa propria al di fuori delle sezioni. Al primo Congresso Nazionale dei Seniores, del 2 e 3 giugno 1951, a Firenze nasce il Gran Clan Nazionale Seniores. Dal 18 dicembre 1954 il Gran Clan diviene “Clan Nazionale Seniores Scout Italiani”. Nel 1949 nel CNGEI iniziano le attività degli Scouts dell’aria a cui seguì l’organizzazione di un primo corso di cultura aeronautica scout, organizzato presso la Scuola di Guerra Aerea di Firenze – Cascine. Alla fine degli anni sessanta, evidenti difficoltà materiali e logistiche hanno bloccato lo sviluppo e le attività degli Scouts dell’aria all’interno dell’Ente. Nell’ottobre del 1952 era ridata vita a Torino all’ARPI, col nome, “più consono ai tempi”, di “Associazione Boy Scout d’Italia” d’ispirazione pluriconfessionale. Tra il 1958 e il 1959, l’associazione cessò le sue attività. Nel 1953, a Lucerna, viene fondato l’Amicizia internazionale degli Adulti Scout e Guide (l’attuale Associazione internazionale ISGF) e il Clan Nazionale Seniores Scout Italiani del CNGEI fu uno dei membri fondatori. Nel giugno del 1954 le “Compagnie dei Cavalieri di San Giorgio”, quarta branca dell’ASCI nata nel 1944, diventò autonoma fondando il “Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani” (MASCI). Il MASCI si federò con il Clan Nazionale Seniores Scout Italiani nella Federazione Italiana Adulti Scout (FIAS) riconosciuta dall’Associazione Internazionale degli Adulti Scout e Guide. Tra la metà degli anni sessanta e settanta, lo scautismo italiano vive una profonda crisi, relativa all’applicazione del metodo, conoscendo sconvolgimenti e defezioni, portando, parallelamente allo “scautismo ufficiale”, alla nascita di nuove realtà associative. Il 22 giugno del 1965, l’ing. Aldo Marzot, già capo scout del CNGEI e poi fuoriuscitone, fondò a Roma l’“Associazione Italiana di Scautismo Raider” (ASSORAIDER), d’ispirazione “aperta” (pluriconfessionale), non riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Il 4 maggio del 1974, per decisione dei Consigli generali dell’ASCI e dell’AGI, nasceva l’“Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani” (AGESCI), riconosciuta dalla Conferenza Episcopale Italiana. Alcuni capi romani dell’ASCI e dell’AGI, contrari all’unificazione dei due rami maschile e femminile, volendo restare fedeli ai principi originari dell’Associazione, fondarono il 14 aprile del 1976 una seconda associazione scout dichiaratamente cattolica, l’“Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici” (AIGSEC) appartenente alla “Federazione dello Scautismo Europeo” (FSE), conosciuti più comunemente come "Scouts d'Europa". Questa organizzazione, come si evince dal nome, aderì all’Unione Internazionale delle Guide e Scouts d'Europa - Federazione dello Scautismo Europeo (UIGSE-FSE), struttura internazionale non riconosciuta dai movimenti mondiali scout e guide. La FSE è caratterizzata da un metodo educativo fondato sull'intereducazione scout. Ma il caso degli Scouts d’Europa non fu il solo, altri capi contrari ai cambiamenti hanno originato altre associazioni scout cattoliche minori ancora presenti in Italia e operanti con Unità separate. La FSE ottenne il riconoscimento da parte della Conferenza Episcopale Italiana con decreto del 15 ottobre 1998. Con l’approvazione del nuovo statuto, il 26 maggio del 1976, con Decreto del Presidente della Repubblica, avviene l’unificazione totale del CNGEI e dell’UNGEI nel Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani. Inoltre, per motivi di politica associativa il Clan Nazionale Seniores Scout Italiani confluì nel CNGEI e diede origine alla «Quarta Branca». Nacque l’idea di un ulteriore stadio di educazione. Nel 1986 si eliminò la dicitura «Quarta Branca» sostituendola con quella di «Branca Senior». Dal 1992 non esiste più la branca Senior ma solo i Senior, per eliminare la confusione che il termine «Branca» poteva dare (continuità educativa, etc…). Il CNGEI si orientò ad una sempre maggior qualificazione in senso laico e pluralista, ed inoltre applicò le seguenti scelte: democrazia partecipativa, coeducazione, scelta adulta e impegno civile. Con le riforme statutarie le rispettive associazioni riformarono lo statuto federale nel 1978 alla nuova realtà italiana. Nel 1986, con lo scioglimento delle vecchie strutture federali, si diede vita all'attuale Federazione Italiano dello Scautismo (FIS) riconosciuta in Italia come unico membro dell’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM) e dell’Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici (WAGGGS). Parallelamente ai Movimenti Mondiali, sono nate alcune organizzazioni federative ufficiali tra le associazioni scout e guide riconosciute, per meglio coordinare gli scambi di collaborazione internazionale, quali la Conferenza Internazionale dello Scautismo Cattolico cui aderisce l'AGESCI e l'Unione Internazionale delle Associazioni Scouts e Guide Laiche e Pluraliste di cui è membro fondatore il CNGEI. Nello scautismo italiano a partire dalla fine degli anni settanta continuarono a formarsi ulteriori realtà associative, spesso a carattere locale. Queste derivano in parte da frammentazioni dalle associazioni maggiori, in parte da situazioni contingenti delle realtà locali. Nel 1986 quattro di queste piccole associazioni scout italiane hanno inteso riunirsi su base federativa dando vita alla FederScout, originariamente denominata Federazione Scautistica Italiana e recentemente ribattezzata Federazione del Movimento Scout Italiano, attualmente aderente alla CES (Confederazione Europea dello Scautismo), non riconosciuta dai Movimenti Mondiali.
a cura di Giuseppe dell'Oglio
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• Scautismo in Italia nella sezione “Storia dello scautismo in Italia”;
• Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani nella sezione “Storia”.
Breve storia del CNGEI in San Severo
